Francesco e il lupo
FRANCESCO E IL LUPO
(articolo del settembre 2016)E' da molto che desidero parlare con Francesco del lupo. Ancora una volta lui mi sorride. Il suo volto si illumina completamente. Le campane iniziano a suonare piene di vita e lui ride festosamente. Adoro vederlo così. E' solare, vivo, ricolmo di gioia e allegria.
- "Grazie Francesco, è bella la vita osservata da due occhi che ridono, nulla di così cupo, nulla di così terribile per cui diventare seri".
Francesco muove i suoi passi silenziosi verso di me mentre accanto alle sue tracce si formano altre orme.
- "Volevi incontrare il lupo ma ti spaventano i suoi artigli, temi le sue fauci! E' sempre la paura a paralizzarti! Sono le tue vesti a conservare il tuo odore, a permettere al lupo di seguire le tue tracce e come ben sai, ti braccherà ovunque. Ovunque andrai ti fiuterà e ancor più dei tuoi vestiti fiuterà la tua paura".
- "Pensi ci sia una soluzione? Posso anch'io addomesticare il mio lupo e vivere l'agnello?".
- "Certo che puoi? Sei disposto a denudarti? Io ho vissuto sempre secondo i principi del Vangelo, ma anche in questo caso si trattava di un Vangelo nudo, spogliato dai suoi abiti, l'interpretazione data, che era tutto fuorché un messaggio d'amore".
- "Vorresti che le chiese si riempissero ancora?".
- "Si, le piccole chiese, quelle vissute nel cuore, quelle illuminate dalla luce interiore, l'amore per il maestro, per i suoi insegnamenti che sono solo e unicamente amore. Amatevi l'un l'altro. Nessuna eccezione. Nessun'altra regola. Non separare con il tuo pensiero ciò che Dio ha creato unito".
- "Mi stai sorprendendo Francesco, incarnato oggi saresti un tiratore scelto. Quanta ipocrisia e quanto bigottismo stigmatizzeresti!".
- "Da dove ti giunge questa parola? Quale eco lontana hai ascoltato dentro di te?".
- "Parlare con te Francesco mi commuove sempre. Mi fermo ad ogni tua parola, ascolto. Scende qualche lacrima. Mi chiedo quanta arroganza c'è in me nel voler anche solo pensare di dar voce al tuo Spirito".
- "Fratello caro, Dio parla in ogni momento con chiunque. Ma chi lo ascolta? Chi si fa portavoce della sua parola? Anch'io parlo con chi mi chiama, chi ricerca il suo cammino sulla strada della pace. Ma quanti mi ascoltano? Ora tu, ti sei fermato ad ascoltare, ed offri le riflessioni del nostro dialogo. Ma tendi ancora a dubitare, a tirarti indietro, come se questa cosa fosse troppo grande per te. Comprendi ora le stigmate? Sono state la resa totale, il mio totale abbandono in Dio. Ho amato sempre. Chi mi feriva, chi mi umiliava, chi gridava al rogo. Quante volte si è mormorato: 'È lui, è Francesco, l'eretico!' Ancora l'uomo non conosce quel Dio d'amore del quale Gesù ci ha insegnato che ne siamo tutti degni figli".
- "Francesco caro, ancora continuiamo a pensare di essere migliori l'uno dell'altro, di essere più avanti nel cammino spirituale, di aver compreso di più! Illusioni dell'ego! È questo il mio Lupo?".
- "Si, lo è, ma non temere il suo manto è già quello di un agnello!".

