Francesco e la prostituta

Francesco e la prostituta
FRANCESCO E LA PROSTITUTA
(articolo di dicembre 2016)
Sono alcuni giorni che non entro nella vigna. Francesco con pazienza infinità ha aspettato e poi è venuto a cercarmi. Mi ha dato più volte i suoi segni per farmi comprendere. Sento come anche lui provi immensa gioia nei nostri colloqui. Conosco il tema di cui parleremo questa mattina. Poso la mia mano sul cancelletto d'ingresso di questo magnifico vigneto e con un gesto deciso lo apro.
Francesco è intento nella preparazione del vino più buono, lo chiamano il vino di ghiaccio. Sono pochissime bottiglie che si ottengono da una vinificazione tardiva, quando per l'intenso freddo i grappoli si ghiacciano. Lui lo chiama il vino di Dio.
- "Buongiorno Francesco caro, cosa può scaldare il cuore di un uomo con un freddo così pungente? Che possa essere questo vino o l'amore di una donna?".
Francesco sorride, poi ride sguaiatamente, sono sorpreso. In Francesco non conoscevo nessun eccesso, ma solo le virtù del cuore.
- "Fratello caro, non si può essere santi, senza prima essere stati peccatori. La mente che non vuole comprendere resterà chiusa, la mente che si unirà al cuore, avrà il modo di osservare e integrare senza alcun giudizio."
- "E' vera Francesco quella storia della prostituta che ti invitò a peccare?".
- "Hai ancora molti pruriti, fratello mio, senti ancora nella carne intensi desideri e cerchi in me una risposta. L'avrai! Per un uomo è difficile abbandonare la carne senza averla assaporata, senza aver sentito il sapore del sangue sulle labbra. Ma forse dimentichi che il sesso è un dono dell'Altissimo che riempie di gioia e amore, una delle strade maestre che portano a Lui. Lo chiamano l'orgasmo cosmico. La prostituzione è un'altra cosa. La prostituzione è dare per denaro senza amore. La vera prostituta qui è la mia chiesa, quella che ha venduto sacramenti e perdonanze per vile denaro. E' quella chiesa che ho cercato di ricostruire vivendo solo con i versetti del Vangelo, vivendo solo di povertà, in povertà. Non accettavamo denaro, ma solo di che nutrirci. Io poi sarei vissuto sempre nudo. Avrei voluto camminare ed essere nudo tra gli uomini, come la terra che mi ha partorito. Oggi la mia chiesa non è ancora nuda. Quest'atto sacro che non viene riconosciuto come tale, il sesso, è origine di molte devianze e perversioni. Per la mia gente, per la gente di Dio, il sesso è un atto sacro da vivere nell'amore, nella gioia e nel rispetto. Questo nella mia prima comunità è mancato. Abbracciare la sessualità, non aver più paura di questo lupo, sarebbe stato un altro dei motivi che avrebbe fatto naufragare la mia opera e molte vite. Per questo, allora, ho rinunciato a essa.".
-"Francesco caro, sei sempre molto esauriente, preciso e puntiglioso. Dunque tu hai vissuto la seconda via quella della rinuncia e della privazione. Potrebbe oggi la tua chiesa percorrere la via della sessualità?".
- "Forse che Dio ha creato i preti o le persone religiose senza desideri sessuali? Allora perché, invece di spingerli alle devianze o alle perversioni, non unite le due strade? A tutti il sesso come un dono di Dio, a chi lo desidera una famiglia, a chi preferisce la via dell'eremo, la solitudine, la preghiera, la pace, il trovare Dio nel canto della propria anima. Una chiesa povera non teme di perdere il proprio patrimonio, perché esso è lo spirito! Parola di Francesco".

